Il
Decreto Ministariale 37/08 si applica non solo agli impianti condominiali, ma anche all'impianto
elettrico delle singole abitazioni.
Queste sono ovviamente di competenza dei singoli condomini.
In realtà, le tubazioni del riscaldamento, dell'acqua, del gas e i ferri del cemento armato sono comuni a tutto
l'edificio, così come l'eventuale impianto di messa a terra.
Ne consegue che un guasto a terra in un appartamento sprovvisto di interruttore differenziale (comunemente chiamato salvavita) può provocare un pericolo tramite gli
elementi metallici suddetti, o lo stesso impianto di terra, negli altri appartamenti e nei servizi condominiali, ad
esempio a causa di uno scaldacqua o di una lavatrice difettosi.
L'impianto di terra dell'edificio è comune sia ai servizi condominiali sia alle abitazioni ed è sicuro soltanto se
tutti gli appartamenti sono protetti con un interruttore differenziale.
L' installatore non può risolvere da solo il problema, perché non può intervenire arbitrariamente sugli impianti dei
singoli condomini.
E' un problema di sicurezza comune, da portare in assemblea condominiale.
I singoli condomini devono adeguare il proprio impianto a quanto richiesto dal D.M. 37/08 e installare un
interruttore differenziale, altrimenti mettono in pericolo non solo i propri familiari, ma anche gli altri abitanti
dell'edificio.
La sostituzione o riparazione del salvavita rientra tra i principali interventi ammessi
alla detrazione IRPEF secondo la legge finanziaria 2010 sia
che si tratti di intervento su singola unità abitativa che su parti condominiali; per ulteriori dettagli è disponibileQUI l'allegato dal sito dell' Agenzia delle Entrate.